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Una nuova edizione del saggio “Le donne del Cagnacci” di Pier Giorgio Pasini

 

All'interno riprodotte e commentate anche le quattro tele esposte all'Osteria "La Sangiovesa" 

Una nuova edizione per il saggio di Pier Giorgio Pasini dedicato a Le donne del Cagnacci.  

Pubblicato da Maggioli Editore, il volume che mette a fuoco il rapporto fra il celebre pittore e le donne è giunto alla sua terza edizione. Novità di questa edizione sono un nuovo elemento documentario e un’appendice nella quale vengono riprodotte e commentate le quattro tele del Cagnacci recentemente acquistate da Manlio Maggioli ed esposte permanentemente all’ Osteria “La Sangiovesa” di Santarcangelo di Romagna.

La nuova edizione del volume ricalca nell’impaginazione e nel testo quella precedente, dovuta a “Romagna arte e storia” (1997); se ne differenzia per le numerose tavole a colori, per l’aggiornamento biografico e bibliografico, e soprattutto per la sorprendente aggiunta di un documento che fa sospettare il Cagnacci di omicidio nei confronti del capo famiglia dei Ricciardelli, avvelenato proprio alla partenza, o subito dopo la partenza, del pittore per la corte imperiale di Vienna (1659), dove morì nel 1663.

“Dell’arte del Cagnacci, uno dei pittori italiani più importanti del Seicento, sappiamo ormai quasi tutto. – scrive Pier Giorgio Pasini – Anche della sua vita cominciamo a sapere molte cose. Nel saggio emerge la sfortunata vicenda amorosa del pittore con la contessa Silvia Stivivi vedova Battaglini. La nuova edizione è arricchita da nuovo documento che fa seriamente sospettare una vendetta del pittore nei confronti della nobile famiglia Ricciardelli, che aveva ‘incamerato’ i beni della contessa e l’aveva obbligata a sposare un giovane della famiglia, segregandola in casa, e contemporaneamente minacciava di morte il pittore. Nel 1659, l’anno della partenza del Cagnacci per la corte viennese dell’imperatore Leopoldo, a Rimini un Ricciardelli moriva avvelenato. Il nostro artista, definito ‘erratico guascone errante’, e ‘sfrontato pittore di donne ignude’, è stato anche un assassino?”.

Pier Giorgio Pasini è uno storico dell’arte che ha collaborato a lungo con la Soprintendenza per quanto riguarda i problemi della tutela, della conservazione, del restauro, del censimento del patrimonio artistico. Oltre all’aver partecipato con incarichi direttivi o di responsabilità scientifica all’ideazione e all’organizzazione di numerose mostre, ha collaborato all’ordinamento scientifico di alcuni importanti musei (come quello di Rimini e della Repubblica di San Marino). Ha scritto saggi e volumi monografici sull’arte del Trecento e del Quattrocento, sul Tempio Malatestiano, sul Guercino e sul Cagnacci, e ha partecipato a convegni sugli stessi temi in Italia e all’estero. Particolarmente interessato al problema della corretta divulgazione della cultura artistica, ha partecipato a numerosi cicli di conferenze, diretto per anni la libera associazione (no profit) “Amici del Venerdì” di Rimini (1977-2000) e la rivista di cultura “Romagna arte e storia” (1980-2016).  

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