Bandiera Inglese
Bandiera Spagnola

Fusioni in Veneto, nuovo round

 

Il Governo ha aumentato ancora i fondi per i Comuni che si mettono insieme

Paesi & Città

In corsa, nel Veneto, ci sono quattro fusioni nel veronese, tre nel vicentino, due nel padovano, uno nel rodigino e tre nel Bellunese, dove la spinta resta molto forte. I dati si rilevano dai finanziamenti assegnati dalla Regione Veneto per gli studi di fattibilità: anche per redarre il progetto di fusione dei Comuni Veneti i cittadini non spendono, perché li finanzia la Regione. Andranno invece a referendum il comune di “Colbregonza”, nato dalla fusione di Carrè e Chiuppano, “Colceresa”, fusione dei comuni di Mason Vicentino e Molvena (entrambi in provincia di Vicenza) e “Frassinelle Polesella”, risultato della fusione dei comuni di Frassinelle Polesine e Polesella, nel rodigino.

A dichiararsi amore eterno e fedeltà reciproca saranno i comuni di Paderno del Grappa e di Crespano del Grappa. Diventeranno come un Comune medio dell’Asolano, quasi settemila abitanti. La posta stavolta è altissima, perché il Governo ha incrementato a dismisura i contributi a favore dei comuni fusi, l’ultima Conferenza Stato-Regioni, un mese fa, ha portato il fondo a favore delle fusioni comunali al 60 per cento in più rispetto al 2010. Una botta da 800 mila euro all’anno in più che il futuro Comune di Crespano e Paderno potrà gestire. Potrebbe essere eliminata la Tasi e resterebbero ancora soldi per ulteriori investimenti. Altri 550 mila euro arriverebbero dalla Regione Veneto in tre anni. Basterà che i cittadini dicano di sì al referendum, che dovrebbe essere indetto entro il 31 dicembre 2018.

Per il Comune di Crespano del Grappa è intervenuto anche il Sindaco Annalisa Rampin le cui parole sono suffragate dallo studio compiuto dalla Maggioli Consulenza che, prima delle ultime novità legislative, aveva ipotizzato un vantaggio complessivo tra risparmi e nuove entrate, in complessivi 6 milioni di euro in 10 anni.

Da alcuni anni i Comuni di Crespano del Grappa e Paderno condividono molte funzioni, dal sociale all’ufficio tecnico. Ora con la fusione potrebbero essere unificati anche l’anagrafe, la segreteria, la cultura e il servizio bibliotecario. Il personale dei due comuni, attualmente 26 dipendenti, non sarà ridotto ma riorganizzato. Nel caso di fusione dei due Comuni non ci sarebbe nemmeno il blocco delle assunzioni, anzi la legge permette a questi comuni il turn over completo. Per ogni settore è stato individuato un unico responsabile e gli uffici sono stati accorpati. “Credo – spiega sempre la Rampin – sia importante per i cittadini. Sul tavolo ci sono contributi straordinari per 10 anni e forti economie di scala”.

In tale contesto, negli ultimi anni, gli Enti Locali di piccole dimensioni hanno dovuto fronteggiare una situazione di particolare complessità: da un lato la forte contrazione delle risorse (umane e finanziarie) e, dall’altro, l’attribuzione di nuovi compiti e adempimenti. Il Gruppo Maggioli supporta con i propri servizi il riordino territoriale degli Enti Locali.

Maggioli Spa - P.Iva 02066400405