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Piattaforma Petrolifera

Le piattaforme petrolifere pagano le imposte locali

marcello.serra

La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 3628 del 24.02.2016 sembra aver definitivamente chiarito, dopo anni di diatriba, che le piattaforme petrolifere situate nel mare territoriale entro le 12 miglia marine sono assoggettabili ai Tributi Locali (ICI, IMU e TASI) e che il soggetto attivo è il Comune “frontista”, cioè l’Ente locale nelle cui acque territorialmente competenti sono ubicate le piattaforme.

Scopri di più su come il piccolo Comune di Pineto degli Abruzzi, con questa sentenza, ha vinto contro il gigante ENI un contenzioso iniziato nel 1999.

Leggi l’approfondimento pubblicato nel bimestrale di soluzioni informatiche e servizi per la P.A.

Novità della Legge di stabilità 2016

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Le novità rilevabili fin da una prima lettura della Legge di Stabilità per il 2016 costringono i funzionari comunali ad un’attenta riflessione sui possibili impatti delle stesse sui principali tributi locali comunali.

La stessa Legge di stabilità addirittura esordisce (a partire dal comma 10 e fino al comma 28, con un’appendice costituita dai commi 53 e 54) affrontando tali tematiche. Occorrerà fare i conti principalmente con quanto disposto in tema di blocco dei tributi e delle addizionali, nonché con l’esenzione TASI per l’abitazione principale, misure che comportano forti limitazioni per molti Comuni.

Particolarmente rilevante, per la difficoltà di prefigurarne gli effetti, appare inoltre la disposizione che stabilisce l’esclusione dalla rendita catastale dei macchinari, attrezzature ed impianti funzionali ai processi produttivi, i cui effetti potranno essere valutati soltanto in corso d’anno.

Al momento risulta difficile stabilire le implicazioni in termini “reali e temporali” delle misure compensative a copertura delle sicure minori entrate, pur presenti tra i commi citati.

L’unica strada “sicura” a disposizione delle amministrazioni comunali è la costante dedizione all’ottimizzazione della qualità delle banche dati tributarie finalizzata all’autonomo recupero di risorse, unica attività che può porre l’Ente al riparo da ogni possibile incognita o pregiudizio ai propri conti.

La concessionaria Maggioli Tributi è a disposizione dei funzionari e delle amministrazioni, sia per quanto riguarda i servizi di monitoraggio dell’andamento dei gettiti, sia con riferimento ai servizi di ottimizzazione delle banche dati finalizzati ai rapporti con i contribuenti.

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Dalla IUC alla Local Tax

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Occorre cercare di capire quale struttura avrà la Local Tax che, secondo gli annunci di questi ultimi giorni, verrà probabilmente introdotta a partire dal 2016. Quella che si concretizzerà sarà sicuramente una trasformazione: l’attuale IUC, l’imposta comunale basata sugli immobili e articolata in tre tributi distinti (IMU, TASI e TARI), sarà riformata e semplificata, convertendosi in un tributo unico che non si applicherà alla prima casa di abitazione.

I Comuni, reali titolari delle imposte sugli immobili, dovranno essere compensati mediante nuovi trasferimenti dallo Stato centrale.
L’introduzione della Local Tax sarà infatti accompagnata dalla riforma del catasto, che nel raggio temporale di 4 anni, determinerà una profonda ridefinizione delle rendite catastali degli immobili, ovverosia dei valori sui quali si applicano le aliquote. Riforma del catasto che si trova ancora in una fase interlocutoria del suo percorso.

È chiaro che, pur nell’assoluta inopportunità di entrare nel merito della cosa con un anticipo così rilevante, qualunque sia lo scenario che i Comuni si troveranno ad affrontare, la possibilità di adeguarvisi in maniera indolore dipenderà ovviamente dal grado di aggiornamento delle banche dati tributarie.

Per questo è importante attivarsi sin da subito per effettuare le operazioni di bonifica che porteranno un beneficio immediato all’Ente grazie alle maggiori entrate derivanti dal recupero delle eventuali somme evase delle annualità pregresse evitando così i termini di prescrizione.

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Imposta Unica Comunale

PRECOMPILATI IMU E TASI AI CITTADINI DI CHIERI (TO)

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Offrire un’efficace servizio verso i propri contribuenti grazie all’utilizzo di banche dati bonificate: è l’obiettivo raggiunto dal Comune di Chieri (TO), che è riuscito ad inviare ad un numero significativo di contribuenti i modelli precompilati di pagamento inerenti le due tasse principali sulla casa, IMU e TASI. Il tutto – è giusto ricordarlo – ancora in assenza di un obbligo normativo specifico sul tema.

Il progetto, in cantiere sin dal 2014 ancora sotto la direzione del Dott. Vincenzo Accardo, si è concretizzato nel 2015 con una scelta precisa, indirizzata più sulla qualità del servizio che sulla quantità. Si voleva infatti realizzare una vera attività di servizio, dove cioè la percentuale di emissioni “corrette” fosse rilevante rispetto a quelle caratterizzate da possibili errori, situazione che, oltre un certo livello di guardia, avrebbe trasformato un’attività di servizio in un disagio per la cittadinanza, costretta poi a rivolgersi all’amministrazione per la correzione degli errori.

Il tutto, ovviamente, perché la qualità del servizio offerto si ripercuote inevitabilmente sulla struttura comunale: più emissioni corrette, pochi ritorni allo sportello! A livello numerico, la prosecuzione delle attività per tutto il 2014 (dove erano stati individuati 4.000 potenziali posizioni), e per il primo scampolo di 2015 fino alla data di estrazione dei dati (fine aprile), ha portato ad evidenziare un numero più che raddoppiato di contribuenti, arrivando alla considerevole cifra di 8.922 soggetti coinvolti.

Per arrivare ad un processo qualitativamente corretto, fondamentale è stata la bonifica delle banche dati tributarie. Se si vuole procedere verso l’invio generalizzato (se pur progressivo) dei modelli di pagamento, occorre che l’intera la banca dati venga ottimizzata, a prescindere dalla ritraibilità o meno di un vantaggio economicamente rilevante dalle operazioni di verifica.

I risultati raggiunti sono stati possibili soltanto grazie all’individuazione di un percorso coordinato strategicamente, anche in collaborazione con i tecnici di Maggioli Tributi, compiendo gli opportuni passi senza mai distogliere lo sguardo dalla qualità dei dati a disposizione e dei conseguenti criteri di estrazione che si sarebbero dovuti seguire.

Il Comune di Chieri stima, quindi, che occorrerà presumibilmente almeno un altro anno di lavoro, tenendo anche conto che le banche dati tributarie comunali non sono entità cristallizzate che possono essere, ad un certo punto, considerate “bonificate”, bensì presentano una vitalità che le porta a mutare ed evolvere giorno per giorno, per cui il personale dell’ufficio tributi deve continuamente monitorarne l’evoluzione ed operare di conseguenza. Questo è l’obiettivo che il Comune vuole continuare a perseguire per tutto il 2015.

Scopri di più leggendo sul nostro Magazine l’esperienza del Comune di Chieri

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