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Dalla IUC alla Local Tax

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Occorre cercare di capire quale struttura avrà la Local Tax che, secondo gli annunci di questi ultimi giorni, verrà probabilmente introdotta a partire dal 2016. Quella che si concretizzerà sarà sicuramente una trasformazione: l’attuale IUC, l’imposta comunale basata sugli immobili e articolata in tre tributi distinti (IMU, TASI e TARI), sarà riformata e semplificata, convertendosi in un tributo unico che non si applicherà alla prima casa di abitazione.

I Comuni, reali titolari delle imposte sugli immobili, dovranno essere compensati mediante nuovi trasferimenti dallo Stato centrale.
L’introduzione della Local Tax sarà infatti accompagnata dalla riforma del catasto, che nel raggio temporale di 4 anni, determinerà una profonda ridefinizione delle rendite catastali degli immobili, ovverosia dei valori sui quali si applicano le aliquote. Riforma del catasto che si trova ancora in una fase interlocutoria del suo percorso.

È chiaro che, pur nell’assoluta inopportunità di entrare nel merito della cosa con un anticipo così rilevante, qualunque sia lo scenario che i Comuni si troveranno ad affrontare, la possibilità di adeguarvisi in maniera indolore dipenderà ovviamente dal grado di aggiornamento delle banche dati tributarie.

Per questo è importante attivarsi sin da subito per effettuare le operazioni di bonifica che porteranno un beneficio immediato all’Ente grazie alle maggiori entrate derivanti dal recupero delle eventuali somme evase delle annualità pregresse evitando così i termini di prescrizione.

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Fondo solidarietà comunale: il Governo proporrà ipotesi di riparto insostenibili

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(Newsletter 06/2015)

Gli “avvenimenti” di quest’ultimo periodo sono legati ad alcuni aspetti che richiedono un attento esame dei Responsabili degli uffici tributari comunali.

In primis la mancata necessità di disporre di un modello di dichiarazione TASI. Del resto, in molti casi i comuni già dispongono (rectius: dovrebbero disporre) delle informazioni necessarie per effettuare i controlli e gli accertamenti sui due tributi TASI ed IMU, nonostante siano diversi i soggetti tenuti all’obbligo di presentare la dichiarazione, vale a dire proprietari, inquilini, comodatari.

È quanto ha affermato il dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia, con la circolare 2 del 3 giugno 2015.

In più, il D.L. Enti Locali ha stabilito che i beneficiari del fondo TASI perderanno almeno un terzo del contributo ottenuto lo scorso anno.

Questa, in estrema sintesi, la mediazione raggiunta dopo la lunga ed estenuante trattativa che ha visto confrontarsi per settimane Governo e autonomie sul rifinanziamento del fondo, che nel 2014 aveva portato 625 milioni nelle casse di circa 1800 comuni.

Quest’anno, i milioni recuperati sono “solo” 530, ma una fetta dello stanziamento di almeno 100 milioni è destinata alla restituzione delle trattenute in eccesso operate per i terreni montani di cui al D.L. n. 4/2015.

Quindi, rimarranno nel Fondo di Solidarietà Comunale più o meno 430 milioni, una cifra pari circa al 68 % di quella disponibile l’anno passato, che verranno assegnati a ciascun comune con un decreto del MEF entro il 10 luglio.

Dunque nessun Sindaco festeggerà dopo aver visto i dati sul riparto del fondo di solidarietà comunale 2015 ed è quindi sempre più importante per i Comuni organizzarsi per gestire le proprie entrate.

I servizi offerti da Maggioli Tributi consentono agli Enti di mantenere sotto attento controllo i propri gettiti tributari e di attuare un controllo delle riscossioni “a regola d’arte”.

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