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Come gli Enti possono far quadrare i bilanci attraverso le entrate tributarie

Maggio 2015

COME GLI ENTI POSSONO FAR QUADRARE I BILANCI

ATTRAVERSO LE ENTRATE TRIBUTARIE

Diverse notizie importanti sono apparse sulla stampa in questi giorni e tutte possono essere ricondotte ad un unico filo conduttore.

Si può partire dall’ennesima proroga del termine per l’approvazione del bilancio, con il nuovo termine fissato per il 30 luglio 2015 (e non il 31).

Tale spostamento non nasce, come si può intuire, da un eccesso di benevolenza del legislatore verso gli enti locali, bensì dal riconoscimento delle oggettive difficoltà legate all’individuazione precisa delle risorse da considerare per il 2015.

Il tutto ha subito un’ulteriore accelerazione dopo l’emissione della sentenza della Corte di Cassazione che determinato nubi all’orizzonte per quanto riguarda la ricostituzione del fondo di 625 milioni a copertura della TASI.

Apparentemente argomento a sé è invece il dibattito che si è acceso riguardo all’obbligo o meno di inviare ai contribuenti il modello di pagamento precompliato per la TASI, accentuato dall’emissione della nota IFEL, che appoggia la tesi del “non obbligo”.

In quest’ultimo documento viene toccato solo di sfuggita quello che in realtà rappresenta il nocciolo della questione, cioè il fatto che i Comuni sono comunque tenuti a rendere disponibili i calcoli su richiesta (rectius: allo sportello).

Altra notizia importante riguarda la possibilità di accedere gratuitamente, da parte dei Comuni, alle planimetrie catastali. Pur essendo da approfondire (un conto è la possibilità di accedere gratuitamente alle planimetrie in modalità “singola”, caso per caso – come sembra – altro è l’eventuale possibilità di scaricare gratuitamente i dati di tutte le planimetrie storiche ai fini di un collegamento diretto dei dati compresi nei database comunali alle specifiche planimetrie) si tratta certamente di un’evoluzione importante per quanto riguarda l’agevolazione dei compiti in capo ai comuni.

Dunque tre le notizie, tra le tante, che ad un primo superficiale sguardo potrebbero apparire non collegate tra loro, ma che invece sono tutte riconducibili alla necessità, da parte degli Enti, di ottimizzare lo stato delle proprie banche dati.

Da che cosa potrebbe essere coperto l’eventuale “buco” TASI di 625 milioni di euro se non da un’attenta politica tributaria, che possa, da una parte, ottimizzare i prelievi ordinari e, dall’altra, portare a compimento le attività di accertamento, il tutto in un quadro di un percorso coordinato strategicamente?

La differenza tra il successo e l’insuccesso (e, dal punto di vista degli uffici, tra l’immane fatica e l’agevole superamento delle fasi più critiche) è certamente rappresentata dalla qualità delle banche dati a disposizione.

Maggioli Tributi offre il SERVIZIO DI CREAZIONE BANCA DATI che consente all’Ente di inviare tutti i modelli precompilati riducendo il più possibile le emissioni errate e il numero di contribuenti che si recheranno presso gli uffici comunali per ottenere il modello “a richiesta” e/o per provvedere a correzioni riguardo ai modelli ricevuti.

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