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Il riordino territoriale degli Enti Locali: un processo che viaggia sempre più spedito

 

La gestione associata delle funzioni amministrative è la soluzione più efficace per l’efficienza dei piccoli Comuni

Negli ultimi anni gli Enti Locali di piccole dimensioni hanno dovuto fronteggiare una situazione di particolare complessità: da un lato la forte contrazione delle risorse (umane e finanziarie) e, dall’altro, l’attribuzione di nuovi compiti e adempimenti.

I Comuni intendono rafforzare la loro collaborazione al fine di rispondere sempre meglio alle nuove sfide che impongono enti soggetti attivi nel favorire lo sviluppo socio-economico delle comunità ed in grado di affrontare la forte contrazione di risorse.

In tale contesto, il legislatore ha individuato nella gestione associata delle funzioni amministrative la soluzione più efficace per garantire l’efficienza dei piccoli Comuni, per le economie di scala che può garantire.

Il Gruppo Maggioli supporta gli Enti nel riordino territoriale degli Enti Locali. Si susseguono infatti gli interventi presso le Amministrazioni per accompagnarle in questo processo di cambiamento.

Di recente, per esempio, è partito l’iter burocratico che porterà all’unione fra i Comuni di Portobuffolè, Fontanelle, Gorgo al Monticano e Mansuè. Nei giorni scorsi Giuseppe Negro del Gruppo Maggioli Divisione Consulenza ha illustrato al consiglio comunale di Portobuffolè (TV) lo studio di fattibilità realizzato nei mesi scorsi. I vantaggi per i quattro Comuni sono stati ipotizzati fra i 50 mila e i 100 mila euro di maggiori risorse, da spendere per migliorare i servizi o aumentare l’organico degli uffici. Altri vantaggi, se l’iter si concluderà, arriveranno dallo Stato che trasferirebbe una somma vicina agli 11 milioni di euro,  mentre la Regione rimborserebbe le spese sostenute per la parte burocratica della fusione fino a un massimo di 800 mila euro. Una bella somma, visti anche i tempi che corrono. Se il progetto dovesse andare in porto, si verrebbe a creare un unico Comune di oltre 15 mila abitanti, che diventerebbe il 12° Comune più abitato della Marca, più di Preganziol o San Biagio di Callalta.

Nei giorni scorsi, invece, si era svolto a Formignana (FE) un incontro a carattere tecnico, ma sempre rappresentativo di un passo avanti sulla strada della fusione, tra il Sindaco ed i rappresentanti del Gruppo Maggioli, incaricato dell’articolato progetto di fattibilità che dovrà essere sottoposto, a termini di legge, a un successivo referendum tra i cittadini. Se l’iter procederà spedito entro il 2019 si giungerà alla nascita del Comune frutto della fusione di Formignana e Tresigallo: il primo cittadino di Formignana ha sottolineato che la fusione avverrà restando all’interno dell’Unione Terre e Fiumi così come gli uffici ed i servizi essenziali rimarranno al loro posto per favorire i cittadini. Per le sue essenziali ricadute economiche sul territorio, le aspettative della fusione si baserà sullo studio di fattibilità dei tecnici Maggioli, studio che fornirà agli Amministratori anche le prime indicazioni su come investire i grandi fondi regionali previsti per il nuovo Comune.

Prosegue invece la verifica della fattibilità di un unico Comune tra Brenzone sul Garda, San Zeno di Montagna e Ferrara di Monte Baldo. Con una determina di pochi giorni fa, il Comune capofila del progetto, Brenzone, ha fatto il primo concreto passo verso il maxi municipio unico e ha affidato l’incarico per lo studio preliminare di fattibilità. Utilizzando la possibilità offerta dalla normativa i tre Comuni riusciranno a usufruire dei finanziamenti fino al 80 per cento della spesa ammessa per la realizzazione di progetti di studi fattibilità di fusione. Il centro capofila ha assegnato alla Divisione Consulenza del Gruppo Maggioli l’incarico di valutare cosa succederebbe se i tre comuni diventassero uno unico. «La Maggioli», hanno spiegato a Brenzone, «ha già effettuato numerosi servizi per questo municipio e possiede tutte le caratteristiche tecniche e professionali, oltre alla già affidabilità e precisione, per espletare al meglio l’incarico».

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