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Fusione dei Comuni di Carrè e Chiuppano (VI): il Referendum tra un anno

 

Presentata una bozza dello studio di fattibilità realizzata dal Gruppo Maggioli e Nomisma

In autunno l’approvazione nei Consigli comunali e la richiesta alla giunta regionale di indire un referendum, con la cittadinanza che poi potrebbe essere chiamata a votare entro settembre 2018. È il cronoprogramma presentato durante l’ultimo Consiglio congiunto di Carrè e Chiuppano: una scaletta che le due Amministrazioni cercheranno di rispettare per giungere alla fusione dei due paesi con l’inizio del 2019.

Nei giorni scorsi il municipio chiuppanese ha ospitato una seduta in cui è stata presentata una bozza dello studio di fattibilità, realizzata dal Gruppo Maggioli e Nomisma (nell’ambito delle attività congiunte finalizzate al riordino territoriale degli Enti Locali) che sarà ultimato nei prossimi giorni, sull’ipotesi di creazione di un unico Comune.

Un documento il cui intento è stato quello di fotografare Carrè e Chiuppano, evidenziando gli aspetti utili a capire se la fusione possa essere vantaggiosa per le due comunità. Da una prima analisi dei dati demografici, economici e sull’organizzazione dei due enti, come confermato dai realizzatori dello studio Francesco Beccari (Gruppo Maggioli Divisione Consulenza) e Francesco Capobianco (Nomisma), «i due Comuni risultano complementari sotto molti aspetti».

Una parentesi è stata aperta sui contributi regionali e statali che il nuovo ente potrebbe ricevere in caso di fusione: quasi 6 milioni 700 mila euro in dieci anni. Durante la seduta congiunta, inoltre, per la prima volta l’Amministrazione di Chiuppano ha sostenuto pienamente e senza remore il progetto di unificazione. A sciogliere le riserve sono state le parole del primo cittadino chiuppanese, Giuseppe Panozzo per il quale «sarebbe bello arrivare a unire le due comunità. Spesso le definisco come due facce della stessa moneta. Chiuppano non può e non deve diventare la triste appendice di un Comune, numericamente, leggermente più grande».

La proposta è quella di «concentrare le attività sociosanitarie nel territorio chiuppanese, in virtù della pluriennale presenza di strutture come il Ceod e Psiche 2000, del servizio di prevenzione dell’ictus ischemico e della costituenda Medicina di gruppo integrata con gli ambulatori». In contropartita Chiuppano sarebbe disposto a rinunciare alla scuola elementare Rezzara, nel caso in cui con il nuovo ente non vi fosse il numero di alunni necessario per attivare le classi, utilizzando però la struttura «per realizzare un centro diurno per anziani e un asilo nido». Oltre a ciò, per Panozzo dovranno rimanere determinati servizi e uffici nel municipio chiuppanese, dovrà essere garantito il trasporto sia scolastico che per la mobilità dei cittadini nonché il funzionamento della biblioteca.

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