CORSI PER REGIONE

IN EVIDENZA
Programma del corso
| Area | Amministrativa e legale |
| TITOLO | Le conferenze di servizi e gli accordi di programma |
| Sede, data | RIMINI, 11-12 maggio 2010 |
| Premessa | Le conferenze di servizi sono entrate a pieno titolo nella prassi delle Amministrazioni Pubbliche. E’ uno strumento di semplificazione, infatti, che può essere utilizzato anche in assenza di una disciplina speciale, allorché si renda necessario superare gli arresti procedimentali dovuti al ritardo ovvero alla mancata acquisizione di pareri, assensi o nulla osta richiesti ad altre Pubbliche Amministrazioni. In concreto, il ricorso a tale istituto facilita il rispetto dei termini, sempre più rigorosi, imposti dal legislatore per concludere i procedimenti ed evitare il danno da ritardo. Il legislatore, pur riconoscendone la funzionalità, negli ultimi anni ha introdotto molteplici correttivi al meccanismo generale di conferenza, da ultimo con la Legge n. 69/09. Nel complesso, le variazioni più significative sono: - la possibilità di convocare la conferenza anche quando le Amministrazioni hanno già espresso il proprio dissenso; - il ruolo primario e autonomo assegnato alla conferenza sul progetto preliminare, sulla scorta delle esperienze della legge sui lavori pubblici ed utilizzabile per gli impianti produttivi di particolare complessità; - il nuovo criterio per l’assunzione della decisione, con riferimento alle risultanze di conferenza e alle posizioni prevalenti espresse in quella sede; - l’obbligo, per l’Amministrazione che esprime parere contrario, di motivare e indicare le modifiche progettuali necessarie per l’assenso; - l’adozione di termini certi per la decisione conclusiva e il “provvedimento finale” di conferenza; - il termine per la conclusione del procedimento ed i rapporti con la disciplina del danno da ritardo; - le possibili reazioni del privato in caso di mancata conclusione del procedimento nei termini previsti; - la più articolata disciplina della conferenza in caso di interventi per i quali sia richiesta la V.I.A.; - il superamento del dissenso mediante le decisioni del Consiglio dei Ministri, della Conferenza Stato-Regioni o della Conferenza Unificata e il superamento del dissenso in caso di V.I.A. negativa; - le conseguenze connesse alla mancata partecipazione delle Amministrazioni invitate; - le indicazioni per la normativa regionale; - la generalizzazione della pubblicità dei lavori di conferenza e l’accesso agli atti; - le modalità di partecipazione dei privati. Inoltre, vi sono talune specifiche ipotesi di conferenza che meritano di essere approfondite. Ci si riferisce, in particolare: - alle norme sullo “sportello unico”; - alla cd. riforma Bersani sul commercio; - alle conferenze previste dalla cd. Legge obiettivo (ora disciplinate dal Codice degli appalti), dal Testo Unico sugli espropri e dal D. Lgs. n. 387/03 (autorizzazione unica per gli impianti di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili). Il legislatore, inoltre, con il T.U. degli EE.LL. ha proceduto ad un’opportuna ricognizione del precedente assetto dell’accordo di programma, che consente di definire, approvare e attuare opere, interventi o programmi di intervento che richiedono – per la loro completa attuazione – l’azione integrata e coordinata di più soggetti pubblici, come pure di sostituire i provvedimenti unilaterali della P.A. con accordi fra P.A. e privati. Infatti, tramite l’accordo di programma (e gli strumenti ad esso assimilabili come i protocolli d’intesa, le intese generali quadro e la programmazione negoziata) è possibile: - valutare e modificare i progetti; - rispettare le sfere di competenza di ciascun Ente interessato; - contrattualizzare l’azione futura delle P.A., in modo da assorbire tutte le autorizzazioni richieste e ridurre i rischi di un eventuale contenzioso fra privati e P.A. o anche fra P.A.; - affrontare i problemi di coordinamento delle azioni; - determinare i tempi, le modalità di esecuzione e i mezzi di finanziamento. Il seminario si articola in una parte teorica (destinata a fornire un inquadramento sistematico dei due procedimenti, con particolare riferimento alle indicazioni della giurisprudenza amministrativa e della prassi) e in una parte descrittiva (che consenta agli operatori del settore di comprendere gli adempimenti necessari al corretto svolgimento delle conferenze e degli accordi). |
| Destinatari | • Segretari di Enti Locali. • Responsabili di settore, e loro collaboratori, di Amministrazioni e Aziende Pubbliche. |
| Programma | PRIMA GIORNATA R. Bertolani Le conferenze di servizi Parte teorica • Nozione e fonti normative. • I complessi rapporti con la normativa regionale e con la riforma del titolo V della Costituzione. • Il quadro generale: la Legge n. 241/90 e le recenti modifiche introdotte dalla Legge n. 69/09. Il nuovo ruolo dei termini per la conclusione del procedimento. • La natura della conferenza di servizi: i riflessi sul regime dell’autotutela e delle impugnazioni. • I principi di unanimità e di “prevalenza”. • Tipologie (consultiva, istruttoria, trasversale, preliminare, decisoria/obbligatoria). • Esempi di conferenze di servizi istruttorie; esempi di conferenze di servizi decisorie (in particolare, apposizione del vincolo e dichiarazione di pubblica utilità). • La conferenza di servizi preliminare (opere private di particolare complessità ed opere pubbliche). Esemplificazioni con riferimento alle ipotesi disciplinate dalle normative di settore. • La possibilità di convocare una conferenza di servizi anche in assenza di una norma speciale. • Le fasi procedimentali della conferenza: - indizione (presupposti, organi competenti, formalità); - individuazione dei soggetti aventi titolo a partecipare in relazione all’oggetto della conferenza di servizi; - la delega; - i ruoli del responsabile del procedimento e degli organi di vertice; - le contestazioni relative al potere di rappresentanza; - i lavori e i tempi della conferenza di servizi (la natura sollecitatoria o perentoria dei termini ed i riflessi sulla questione del risarcimento del danno da ritardo; le azioni esperibili dal privato); - la pronuncia non definitiva e il dissenso degli Enti convocati. Effetti sulle conclusioni; - il superamento del dissenso mediante il ricorso al Consiglio dei Ministri, alla Conferenza Stato-Regioni e alla Conferenza unificata; - il superamento del dissenso in caso di V.I.A. negativa mediante ricorso al Consiglio dei Ministri; - il verbale e il provvedimento conclusivo; - il provvedimento conclusivo e il preavviso di rigetto (art. 10 bis, L. n. 241/90). • Le conferenze di servizi “speciali” previste per le infrastrutture della Legge obiettivo (oggi confluite nel Codice degli appalti), per lo sportello unico, per il commercio, per l’autorizzazione unica degli impianti elettrici alimentati da fonti rinnovabili: - descrizione dei relativi procedimenti; - analogie e particolarità rispetto al modello della Legge n. 241/90. Parte descrittiva • Gli atti occorrenti per la conferenza e i relativi schemi: la richiesta di convocazione; i provvedimenti di indizione; la convocazione della conferenza, le forme di pubblicità e la partecipazione dei privati (i privati portatori di interessi pubblici; l’accesso agli atti; la tutela della riservatezza); la delega; il ruolo e le funzioni del responsabile del procedimento nelle Amministrazioni aggiudicatrici e negli altri Enti Pubblici non tenuti alla nomina del responsabile del procedimento; l’eventuale documento informativo da inviare ai soggetti partecipanti, comprensivo di schede illustrative; le lettere di trasmissione degli elaborati progettuali agli Enti partecipanti. • La seduta di conferenza: - l’identificazione personale degli intervenuti; - il contenuto e la verifica della delega; - lo svolgimento dei lavori della conferenza. • Lo studio e la predisposizione degli atti di assenso da rilasciarsi, in sede di conferenza, dagli Enti e dai soggetti partecipanti. • La disciplina e la verbalizzazione delle sedute. • Il “provvedimento finale” di conferenza. SECONDA GIORNATA F. Gualandi - F. Minotti Gli accordi di programma Parte teorica • Nozioni, fonti normative, tipologie. • La disciplina applicabile. Il procedimento: la determinazione preventiva dell’organo competente all’adozione del provvedimento. • Le analogie e le differenze tra accordi di programma, accordi procedimentali e accordi sostitutivi (loro atipicità). Programmazione negoziata e accordi di programma quadro. • La natura giuridica degli accordi e le forme di tutela. Richiamo agli artt. 11 e 15 della L. n. 241/90. L’individuazione dei principi codicistici applicabili agli accordi. • I rimedi, per l’eventuale inottemperanza agli obiettivi assunti, da parte dei soggetti che hanno concluso gli accordi. La giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo (in alternativa, il ricorso all’arbitrato e la sua legittimità); l’impossibilità di recedere fra Pubbliche Amministrazioni (e la revoca) e la possibilità delle stesse di recedere nei confronti dei privati (con la previsione di un indennizzo). Analogie e differenze rispetto alla revoca di cui all’art. 21-quinquies della L. n. 241/90. • L’eventuale partecipazione dei soggetti privati. • I soggetti partecipanti agli accordi e il relativo contenuto. • I rapporti tra conferenze di servizi e accordi. Parte descrittiva • Valutazione di ipotesi di accordo. |
| Relatori | Roberta Bertolani Avvocato amministrativista. Già collaboratore del Corso di Istituzioni di diritto pubblico presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Milano. Federico Gualandi Avvocato amministrativista. Professore a contratto di Diritto Amministrativo presso l’Università di Venezia. Specialista in studi sull’Amministrazione pubblica (SPISA, Università di Bologna). Francesca Minotti Avvocato amministrativista. Specialista in studi sull’Amministrazione pubblica (SPISA, Università di Bologna). |
| Orari di svolgimento | 1^ giornata ore 9.00 - 13.00 e 14.30 - 16.30 2^ giornata ore 9.00 - 13.00 |
| Quota di partecipazione | Euro 630 + IVA 20% La quota comprende: accesso alla sala lavori e materiale didattico Se la fattura è intestata ad Ente Pubblico, la quota è esente IVA, ai sensi dell'art. 10, D.P.R. n. 633/72 (e successive modificazioni) |
| Sede di svolgimento | Hotel Holiday Inn Viale Vespucci, 16 (oppure presso il Centro Conferenze Maggioli, di fronte all'hotel) Sito Internet | Hotels convenzionati |
Si consiglia di verificare se è già stata fissata un'altra data per la stessa iniziativa, o di farne richiesta alla segreteria.



