Il
dolore ferma la macchina del voto
da Italia
Oggi
L'agonia del Papa ferma la politica. In segno
di rispetto, dopo la diffusione delle notizie sul forte peggioramento
delle condizioni di salute di Giovanni Paolo II, sia il centro-destra
sia il centrosinistra hanno annullato le manifestazioni di chiusura
della campagna elettorale per le elezioni regionali. Nessun rinvio
invece per le elezioni che si terranno, come stabilito, domani e
lunedì. La smentita sul possibile slittamento della competizione
è arrivata dal ministro degli interni, Beppe Pisanu.
Piazza Farnese a Roma, la sede scelta dai leader dell'opposizione
il comizio conclusivo, è rimasta, dunque, vuota. Stesso destino
per il Palalottomatica, luogo scelto per chiudere le elezioni dalla
Casa delle libertà. È stato il ministro degli esteri
Gianfranco Fini ad annunciare, ieri, lo stop ai comizi finali. ´In
questo momento di grandissimo dolore e partecipazione per le condizioni
gravissime del Santo Padre', ha detto, ´abbiamo deciso con
il presidente del Lazio Storace, con il presidente del consiglio
Silvio Berlusconi e il vicepremier Follini di annullare la manifestazione
che questa sera (ieri sera ndr) si dovrà svolgere a Roma'.
Quasi contemporaneamente sia lo staff di Prodi sia i leader del
centrosinistra hanno annunciato la sospensione delle iniziative
politiche. ´In segno di profondo e accorato rispetto per la
figura del Santo Padre e come silenziosa espressione di speranza
e di augurio per la sua salute, Romano Prodi ha proposto ai leader
dei partiti dell'Unione di sospendere le manifestazioni politiche
già programmate' riportava una nota nella serata di ieri.
Si è fermata anche l'attività del governo. Berlusconi,
ha annullato tutti gli impegni pubblici in programma. E anche i
partiti hanno deciso di chiudere anticipatamente la campagna elettorale.
Alleanza nazionale ha annullato le manifestazioni elettorali su
tutto il territorio nazionale. Stesso discorso per Forza Italia.
Il coordinatore nazionale del partito, Sandro Bondi, d'intesa con
il presidente Berlusconi, ha comunicato a tutte le sedi regionali
di sospendere le iniziative di propaganda elettorale per trasformarle
in momenti di preghiera o di riflessione sulla figura del Papa.
Annullate anche le manifestazioni dei Democratici di sinistra ´in
segno di rispetto e partecipazione'. ´Anche in questo modo
i Democratici di sinistra', recitava una nota, ´intendono
contribuire al regolare svolgimento delle elezioni del 3 e 4 aprile
prossimi'. Che non subiranno slittamenti come era stato ipotizzato
in un primo momento. Salvo che nelle regione Basilicata dove si
voterà il 17 e il 18 aprile per l'inserimento nella competizione
elettorale di una lista esclusa e ripescata all'ultimo momento.
Per tutte le altre regioni, invece, il rinvio è stato escluso
con fermezza da Pisanu. ´Lo svolgimento regolare delle elezioni
sarà un segno di riguardo per il Santo Padre che è
stato un maestro di vita', ha sottolineato il ministro degli interni
da Genova. ´Le operazioni di voto si terranno ugualmente,
facendo fronte anche dal punto di vista della sicurezza e dell'ordine
pubblico a situazioni che saranno complesse proprio per l'attesa
affluenza a Roma di molti pellegrini e di tante personalità
da tutto il mondo'. La politica, dunque, senza distinzioni di parte,
ha sentito il dovere di tacere. Alemanno e Rutelli hanno pregato
in piazza San Pietro, confusi tra i Papaboys. Casini, Fini, Follini
hanno annullato ogni impegno per pregare nella chiesetta di Montecitorio,
insieme al ministro Buttiglione, al verde Paolo Cento, la deputata
dei Comunisti Italiani Gabriella Pistone e al senatore a vita Giulio
Andreotti. Il momento della preghiera corale è arrivato nel
corso della messa solenne officiata a San Giovanni in Laterano dal
cardinale Ruini, con Carlo Azeglio Ciampi, Berlusconi e Prodi, Casini,
Follini, Fini, Rutelli, Di Pietro, Pecoraro, decine di ministri,
deputati e senatori, oltre che i due candidati alla presidenza del
Lazio Storace e Marrazzo.
La
privacy non fa rima con elezioni
da Italia
Oggi
Propaganda elettorale non fa rima con privacy. Anche in questi
giorni la corsa al seggio mette in cantina ogni regola di privacy
e come il più aggressivo marketing si fa ricorso allo spamming
selvaggio o all'invio di materiale non richiesto, a volte indesiderato,
molto spesso sgradito.
Se si volesse sintetizzare cosa sta capitando in questi giorni con
un titolo, questo potrebbe essere ´i mille modi per violare
la privacy'. I partiti, i movimenti, i candidati hanno uno smisurato
bisogno di parlare, di dialogare, proporsi e di farsi conoscere
da un pubblico da selezionare. Magari si tratta di individuare i
corregionali o quelli che fanno lo stesso mestiere o quelli che
fanno parte di un'associazione.
Ma non tutto in campagna elettorale è lecito. E non tutto
quello che è illecito viene evitato. Anzi.
Correva già l'anno 2001 e il garante con una pronuncia dell'11
gennaio 2001 bacchettava l'Associazione politica nazionale Lista
Marco Pannella, rea di invio non consensuale e generalizzato di
e-mail per finalità di comunicazione politica. In quella
vicenda l'Associazione aveva fatto presente di aver reperito oltre
390 mila indirizzi di posta elettronica a scopo di comunicazione
politica utilizzando un software capace di archiviare indirizzi
e-mail visualizzati su pagine web con suffissi .it, .org, .com e
.net accessibili a chiunque in rete senza l'uso di password o di
altri sistemi di protezione. E il garante aveva detto che non andava
bene.
Ma si contano anche altri precedenti relativi ad altre formazioni
o movimenti. E comunque la realtà è nelle buche delle
lettere e nella posta elettronica dei lettori.
Passiamo dunque in rassegna tutti i comportamenti illeciti, contro
cui ha tuonato il garante della privacy, anche di recente.
INSIDER TRADING ELETTORALE
Il garante ha detto e scritto che non possono essere usate al fine
di propaganda elettorale le liste elettorali di sezione già
utilizzate nei seggi e sulle quali sono stati annotati dati relativi
alle persone che hanno votato. Le liste elettorali contengono i
dati anagrafici degli aventi diritto al voto. Ma se si prendono
le liste elettorali di una precedente tornata si possono individuare
innanzitutto gli astenuti. Un terreno da arare sia per le consultazioni
regionali sia per i referendum. Anzi con particolare attenzione
per i referendum: l'astensione è una forma significativa
di espressione del voto una volta che deve essere raggiunto il quorum
della maggioranza dei votanti. È anche illecita la compilazione
da parte di scrutatori e rappresentanti di lista di elenchi di persone
che si sono astenute dal voto.
LE INFORMAZIONI IN POSSESSO DEL POLITICO
I titolari di cariche elettive, politiche e amministrative, che
nell'esercizio del loro mandato hanno potuto accedere a dati personali,
non possono usare tali informazioni a fini di propaganda elettorale.
Così parlò il garante. Ma la disposizione è
pressoché impossibile da applicare. Difficilissimo privare
quest'altra forma di insider trading elettorale. E non c'è
da sperare in un effetto disincentivante collegato alle grida del
garante. Altro divieto riguarda in particolare i comuni, che non
possono fornire ai privati elenchi degli iscritti nelle anagrafi
della popolazione, anche se il richiedente è un amministratore
locale o il titolare di una carica elettiva. Il deputato, in sostanza,
per fare un esempio non ha un particolare diritto a ottenere elenchi
che diventano la mailing list elettorale.
LE ASSOCIAZIONI
È illecito utilizzare indirizzari di iscritti ad associazioni
non-profit, sportive, di categoria a fini di propaganda elettorale
senza previo consenso informato degli interessati, anche per sostenere
candidati interni. L'iscritto all'associazione per essere legittimamente
contattato dal candidato deve avere espresso il suo consenso informato.
Questo significa che l'associato deve avere ricevuto un'informativa
su come vengono utilizzati i suoi dati in campagna elettorale e
deve avere prestato il suo consenso. Senza consenso e senza informativa
l'utilizzo è illecito. A rischiare una causa per danni è
in questi casi anche l'associazione che ha fornito gli elenchi.
IL CELLULARE
È necessario acquisire il consenso dell'elettore prima di
chiamarlo sul telefono cellulare o inviargli fax, sms, mms ed e-mail.
La propaganda tramite cellulari, invio di fax, sms, mms, e-mail
può avvenire solo con il consenso dell'elettore. E il consenso
da solo non basta. Chi effettua propaganda elettorale tramite fax,
telefono cellulare, e-mail ha l'obbligo di dare l'informativa ai
cittadini e acquisirne il consenso prima di qualsiasi comunicazione.
L'uso dei numeri dei cellulari per l'invio di messaggi sms e mms
è vietato senza il consenso preventivo e informato dell'abbonato
o del reale utilizzatore della scheda prepagata. Quindi mandare
un messaggino o un videomessaggino o un fax richiede due adempimenti
preliminari. Si noti che deve trattarsi di adempimenti preliminari
e non contestuali all'invio del messaggio.
Prima devo informare e ricevere il consenso e poi posso mandare
il messaggio.
Per quanto i candidati generalmente lo ignorino, il sistema della
privacy in Italia è basato sulla regola dell'opt-in e non
su quella dell'opt-out. Il che significa che il consenso è
condizione del trattamento dei dati. I candidati molto spesso ritengono
invece che sia ammessa la comunicazione, salvo dissenso. In altre
parole il dissenso diventa causa di esclusione nella prosecuzione
del trattamento (opt-out).
E-MAIL
Ci vuole informativa e consenso anche per gli indirizzi e-mail
i quali, come sottolineato più volte dal garante, non rientrano
tra le fonti pubbliche utilizzabili liberamente. È quindi
illecito il loro uso senza consenso preventivo dell'abbonato.
L'indirizzo di posta elettronica può essere anche facilmente
conoscibile, ma non per questo è pubblico. È pubblico,
ma non è pubblico. È pubblico di fatto, ma non è
pubblico di diritto.
Anche gli indirizzi che sono spiattellati su internet non sono
da considerarsi pubblici. Questo perché gli indirizzi dichiarati
su internet servono solo per scopi compatibili con quello per il
quale sono stati pubblicati. Per esempio se il sito di un'università
diffonde tramite internet gli indirizzi di posta elettronica dei
professori, tali indirizzi potranno essere usati liberamente dagli
studenti o da altri professori o comunque da interlocutori che vogliono
dialogare con il professore in relazione allo svolgimento dell'insegnamento.
Insomma non sono pubblicati per consentire a un partito politico
di far pervenire al professore un messaggio di propaganda.
I SANTINI
C'è chi sceglie una posa professionale, chi una un po' casual;
chi si fa ritrarre da solo, chi invece in compagnia del leader politico.
Tutti in questi giorni raccogliamo ´santini' che ci vengono
spediti per posta.
Qui il garante ha avuto la mano leggera. Il garante ha, infatti,
esonerato candidati e partiti dal fornire l'informativa agli interessati
prevista della disciplina sulla privacy. Le stesse norme, infatti,
consentono di non adempiere a tale obbligo nel caso in cui, come
è quello in questione, esso comporti un impiego di mezzi
sproporzionato. Dunque, non saranno tenuti all'informativa fino
al 30 giugno 2005 i partiti politici e i candidati impegnati nelle
prossime consultazioni elettorali nel caso inviino solo materiale
propagandistico di dimensioni ridotte (i cosiddetti ´santini')
e purché utilizzino dati estratti da pubblici registri, elenchi,
atti conoscibili da chiunque (non le e-mail, dunque) e solo per
finalità elettorali. Se il dato non è estratto da
fonti pubbliche, scatta l'obbligo del consenso e dell'informativa.
E DOPO LE ELEZIONI?
Partiti politici e candidati potranno conservare questi dati anche
successivamente solo se informeranno, anche in modo semplice e sintetico,
tutti gli interessati entro il 30 settembre 2005. La regola, in
questo caso, riguarda anche i ´santini'.
Altrimenti entro tale termine dovranno distruggere i dati.
LE TUTELE
Il cittadino, dice il garante, può opporsi all'ulteriore
invio di materiale elettorale anche se in precedenza si era dichiarato
disponibile a riceverlo.
Inoltre se nei casi previsti il cittadino non è chiamato
a esprimere il consenso o non riceve l'informativa può avvalersi
delle tutele previste dal codice sulla protezione dei dati personali
e chiedere al partito o al candidato di avere accesso ai dati che
lo riguardano. Se partiti o candidati non forniscono un riscontro
idoneo il cittadino può rivolgersi all'autorità giudiziaria
o presentare un reclamo o un ricorso al garante. Insomma possono
attivarsi le cautele classiche, anche se probabilmente la sanzione
più grave può essere già irrogata dall'elettore
stesso una volta entrato in cabina.
Appalti,
gare on-line
da Italia
Oggi
Maggiore flessibilità sui livelli di progettazione, responsabile
del procedimento anche non dirigente, affidamento diretto dell'intera
progettazione al vincitore del concorso, pubblicità su internet.
Sono queste alcune delle numerose novità contenute nello
schema di regolamento della legge quadro sui lavori pubblici che
la commissione ministeriale istituita dal viceministro Ugo Martinat
e presieduta da Marcello Arredi ha diramato per il concerto del
ministero dell'ambiente e dei beni culturali. Va subito precisato
che il provvedimento, che dovrebbe sostituire il vigente dpr 554/99,
dopo il concerto ministeriale dovrà ottenere diversi pareri
prima di essere approvato. Il consiglio superiore dei lavori pubblici
(che avrà 60 giorni per esprimersi) sarà il primo
organo a ricevere la bozza, prima della deliberazione preliminare
del consiglio dei ministri; successivamente il testo passerà
alla Conferenza stato-regioni, per poi andare alle commissioni parlamentari
competenti per materia (che dovrebbero rendere il parere entro 60
giorni) e al Consiglio di stato (che avrà 45 giorni per pronunciarsi).
Infine, occorrerà approvare il provvedimento nuovamente in
consiglio dei ministri in via definitiva. Il testo, in via generale,
si segnala innanzitutto per una notevole semplificazione. A titolo
di esempio basti citare che sono stati abrogati diversi allegati
fra cui quello sull'attribuzione dei punteggi con il cosiddetto
´confronto a coppie' e quello sulla scelta degli offerenti
nelle gare di progettazione sotto soglia. Sono stati da un lato
dettagliati alcuni aspetti dei livelli di progettazione, ma nello
stesso tempo è stata data facoltà al responsabile
del procedimento di ridurre gli elaborati a seconda della tipologia
di intervento da progettare. Lo stesso responsabile del procedimento
potrà anche essere un dipendente con qualifica diversa da
quella di dirigente (oggi soltanto i dirigenti possono essere nominati
responsabili del procedimento). Il provvedimento recepisce poi una
serie di disposizioni che già sono presenti nel disegno di
legge comunitaria per il 2004 che dovrebbe essere a breve approvato,
e che puntano ad adeguare la normativa ai rilievi della Commissione
europea soprattutto per gli affidamenti sotto soglia e per la finanza
di progetto. Per quest'ultima si segnala l'introduzione della definizione
di asseverazione del piano economico finanziario e l'obbligo di
rendere noto nell'avviso indicativo quali saranno i criteri per
la valutazione delle proposte dei promotori. Vengono introdotte
ex novo anche le ´tornate di gara' per le procedure di appalto
di lavori al di sotto dei 750 mila euro che consentiranno di svolgere
più gare contemporaneamente chiedendo però ai concorrenti
una sola volta la documentazione di gara. Novità anche per
i concorsi di progettazione: al vincitore saranno affidati gli sviluppi
successivi della progettazione, anche se la direttiva 2004/18 non
prevede un obbligo in tal senso ma lascia libere le singole amministrazioni
di decidere. Viene infine richiesta la pubblicazione dei bandi di
gara sui siti internet dando maggiore trasparenza all'azione amministrativa.
Il
Viminale: "Via i manifesti di An sul Papa"
da La
Repubblica
Bassa affluenza alle urne, ma interventi della polizia a Sorrento
e in alcuni seggi del centro antico e della zona nord della città.
A Masseria Cardone e rione San Gaetano, in particolare, dove giovani
a bordo di moto hanno minacciato rappresentanti di lista della Margherita
invitandoli ad allontanarsi dai seggi. Vigilanza che nel corso della
giornata è stata rafforzata in ampie aree del Casertano dove
si vota anche per scegliere il presidente della Provincia. Una domenica
con una bassa percentuale di votanti in mattinata, quando tantissimi
cittadini della Campania sono rimasti incollati al televisore calamitati
dalle immagini che arrivavano dal Vaticano, e un leggero incremento
in serata (alle ore 19 aveva votato il 35 per cento in Campania
e il 33.3 a Napoli). Con il record di Savignano Irpino dove, per
protestare contro il progetto della Provincia di realizzare un sito
di stoccaggio, sono andati alle urne solo due elettori.
Giornata niente affatto tranquilla. Con il presidente dei Verdi,
Alfonso Pecoraro Scanio, che ha annunciato un esposto in Procura
per «violazione delle norme sulla campagna elettorale».
Un esposto contro Alleanza nazionale dopo l´affissione a Napoli
di manifesti con il simbolo del partito sotto una foto di Giovanni
Paolo II. «Si tratta di una strumentalizzazione del Pontefice
- afferma Pecoraro Scanio - offensiva e illegale poiché sono
proibite dalla legge le iniziative di campagna elettorale a urne
aperte. Si tratta anche di una speculazione elettorale di pessimo
gusto, una scelta di estrema pochezza».
«Una speculazione di pessimo gusto» ha commentato in
serata il sindaco Iervolino. «Sono addolorato» ha aggiunto
Antonio Bassolino. Accusa che, nei contenuti, è condivisa
dal ministro di An Gianni Alemanno. Ma con una riserva: «Condivido
quanto dichiarato da Pecoraro Scanio sui manifesti a firma Alleanza
nazionale affissi a Napoli per ricordare la scomparsa del Santo
Pontefice. Mi domando, però, se il leader dei Verdi vorrà
estendere lo stesso esposto all´autorità giudiziaria
anche nei confronti dei Ds e della Margherita che hanno fatto analoga
cosa a Roma». Di altro avviso il candidato del centrodestra
Italo Bocchino: «Ognuno mette sui manifesti ciò che
vuole e ha il diritto di salutare un uomo del genere». Incassando
una rapida smentita dal Viminale che alla stessa ora ordinava ai
Comuni di «rimuovere i manifesti politici con immagini o espressioni
del Papa affissi abusivamente durante la notte a Roma, Napoli e
Catanzaro». Dopo qualche minuto, tardiva, la retromarcia del
segretario napoletano di An Luciano Schifone: «Non accettiamo
lezioni ma abbiamo comunque disposto di sospendere l´affissione
dei manifesti del Papa».
Il candidato dell´Unione Bassolino, come il rivale Bocchino,
ha votato in mattinata a Posillipo e poi ha partecipato nel pomeriggio
alla messa solenne a Capodimonte. Ad Avellino ha votato Gianfranco
Rotondi (Democrazia cristiana) mentre Alessandra Mussolini di Alterativa
sociale si è recata alle urne a Roma dove è residente.
Nel frattempo la polizia era intervenuta a più riprese all´Istituto
d´Arte in via Salazar per allontanare alcuni ragazzi che distribuivano
davanti ai seggi volantini e santini di candidati del centrodestra.
Analoghi interventi nella zona nord dove consiglieri della Margherita
hanno denunciato agli agenti di aver ricevuto minacce nei pressi
dei seggi di Masseria Cardone e rione San Gaetano.
Funerali
del Papa a Roma, il Comandante della Polizia Municipale
di Roma Aldo Zanetti: "Saranno in strada tutti i 6400 vigili"
da La
Repubblica
Qual è la vostra priorità?
«Creare un forte collegamento con la polizia stradale, tenere
sotto controllo continuo il flusso di pellegrini, ancora prima che
giungano a Roma. Un monitoraggio viario che ci darà la possibilità
di disporre subito di soluzioni alternative».
E gli altri compiti di cui vi occupate normalmente?
«Non saranno abbandonati. Controlleremo le aree-bus per evitare
il collasso. Faremo il servizio scorte e assistenza. E poi Roma
deve essere bella. Dobbiamo tenere sotto controllo l´abusivismo
commerciale che in questi giorni dilagherà. Altro impegno
sarà controllare che il decoro urbano non abbia contraccolpi».
Davvero un impegno senza precedenti...
«Da quando il Gabinetto del sindaco, che coordina, ci ha chiamato
a raccolta è scattato un piano di servizio davvero imponente.
Ora non ci resta che metterci alla prova».
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